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Ricerca indipendente - 9 minuti di lettura

Il paradosso Spotify

Là fuori ci sono tante persone che ascoltano musica simile alla mia.
Perché Spotify non mi aiuta a scoprirle?

La dimensione sociale è cruciale nella fruizione musicale, non un aspetto accessorio.

No, non è l'ennesimo redesign.

Cos'è questa ricerca:

È uno studio matto...

Fatto da un'utente assidua e appassionata di musica che ama farsi domande e ricercare risposte, per capire meglio cosa ha di fronte.

...nato dal fatto che..

Uso Spotify ogni giorno, per diverse ore. Ho decine di playlist, una per ogni situazione. Eppure fatico a trovare nuova musica che incontri davvero i miei gusti.

... e che mi ha fatto chiedere...

Là fuori ci sono tante persone che ascoltano musica simile alla mia. Perché Spotify non mi aiuta a scoprirle?

Sono partita da una domanda semplice: cosa succede se provo a scoprire musica attraverso le persone, invece che attraverso ciò che mi propone Spotify?

Cosa ho notato

Apro una mia playlist e provo a cliccare sul numero di persone che l'hanno salvata. Mi aspettavo di vedere i loro profili, ma no: quel numero non è cliccabile. Solo esplorando a fondo l'interfaccia trovo, quasi per caso, un'icona che mostra gli ascolti recenti delle persone che seguo: una funzionalità che pensavo fosse stata rimossa anni fa, che invece esiste ma é semplicemente nascosta.

Accanto, noto un'icona di notifiche che (nonostante io usi Spotify ogni giorno) non avevo mai notato: raccoglie le nuove uscite degli artisti che mi interessano.

Faccio un giro nella sezione “Creato per te” nella Home e apro la playlist Discover Weekly, che promette gemme nascoste e chicche per intenditori. Dentro trovo prevalentemente brani che conosco già e, udite udite, anche un brano storico di un artista che non rientra nei miei gusti.

In sintesi

Ci sono feature che potrebbero essere forse il modo più efficace che ho per scoprire musica affine ai miei gusti, ma sono nascoste.

La ricerca

Per rispondere alla mia domanda iniziale ho impostato una ricerca assistita da AI, con una regola precisa: nessun dato rientrerà nel ragionamento senza che io abbia verificato personalmente la fonte originale. Innanzitutto, mi sono chiesta, più nello specifico...

01

Se le funzionalità sociali esistono ma sono nascoste, quale è la scelta strategica alla base? Cosa ci dice il modello di business di Spotify?

02

Il fatto che i nomi di chi segue le mie playlist siano invisibili è un desiderio solo mio, o è un bisogno condiviso?

C'è una base psicologica per cui il gusto musicale funziona come segnale sociale, o è un'intuizione mia?

03

Come si sono comportati altri prodotti che hanno affrontato la stessa scelta, tra affidarsi all'algoritmo e valorizzare la dimensione sociale?

Il metodo, cosa ho scartato e cosa ho scoperto

Il brief all'AI, che avevo già raffinato in progetti precedenti, imponeva vincoli stretti: solo fonti autorevoli, distinzione netta tra ciò che è verificato e ciò che non lo è, nessun riempimento con assunzioni inventate. Il risultato è una lista di fonti che poi ho analizzato una per una, tenendo quello che reggeva e scartando il resto.

Ad esempio, all'inizio ipotizzavo che gli utenti si affidassero alle playlist algoritmiche perché sono quelle suggerite di default e cercare alternative costa troppo. Era una lente elegante per costruire l'argomento. Ma quando sono andata a cercare evidenze specifiche non le ho trovate: anzi, il report IFPI 2023, p.8 (che prende in considerazione 43.000 intervistati in 26 paesi e che è il dato più recente che ho trovato) mostrava il contrario: la maggior parte degli utenti cerca musica attivamente. L'ipotesi non reggeva. L'ho quindi scartata e ho spostato l'analisi sul posizionamento strategico di Spotify, che è quello che i dati sostenevano davvero.

63%

degli ascoltatori cerca brani attivamente

La maggior parte degli ascoltatori cerca canzoni specifiche; il 59% usa proprie playlist. Si evidenzia quindi un comportamento attivo, non passivo. - IFPI 2023, p.8

52%

degli ascoltatori trova identità nella musica

Gli utenti dichiarano che la musica è un fondamentale segnale di identità sociale e culturale. — IFPI 2023, p.16

Benchmark, ovvero: cosa hanno fatto gli altri

Bandcamp Clubs è il contro-modello: curatori esperti, ascolti collettivi dal vivo, contenuti posseduti invece che in streaming. Radicale, ma di nicchia.

Last.fm porta l'unica evidenza numerica: un sistema di raccomandazione basato sui segnali degli altri utenti (ovvero il filtraggio collaborativo) si è dimostrato più efficace della sola affinità algoritmica.

Strava e Letterboxd mostrano due modi opposti di disegnare la visibilità sociale: Strava in chiave competitiva (con classifiche e sfide), Letterboxd in chiave riflessiva, con un sistema in cui ogni utente è curatore di sé stesso in forma di diario senza gerarchie (il tono più coerente con la musica).

Matrice: posizionamento di Spotify rispetto a Bandcamp Clubs, Letterboxd, Last.fm e Strava su due assi (curatela esperta/tra utenti, tono riflessivo/competitivo).

Fig. 1 — Spotify sta al centro: curatela algoritmica, socialità in secondo piano. La sua scelta è di non giocare su questi assi.

PERSONE
SOPRA
L'ALGORITMO

La socialità visibile non è un rischio per l'algoritmo.

Cosa propongo

Spotify ha scommesso tutto sull'algoritmo, e la scommessa ha funzionato: nessun altro è riuscito a costruire servizio di questa scala. Ma la promessa di scoperta è più larga di quello che l'algoritmo, da solo, riesce a mantenere. Perché la scelta musicale non è solo una preferenza estetica, ma un atto identitario.

Un algoritmo misura cosa ascolti, non chi sei quando ascolti.

01

Rendere navigabili le persone dietro le playlist

Chi salva le playlist oggi è un numero senza volto, ma potrebbe essere un punto di partenza per una scoperta attraverso l'affinità.

02

Portare in superficie i canali già esistenti

L'attività di chi seguo e le notifiche degli artisti sono già dentro l'app, ma nascoste. Riconoscerle come segnali sociali e restituirle a un livello di visibilità coerente con il loro valore sarebbe una buona opportunità.

03

Aprire uno spazio riflessivo di condivisione

Creare un luogo che valorizzi il gesto di scegliere musica come atto di espressione (sul modello del diario di Letterboxd). Uno spazio che generi, oltre al valore per l'utente, il tipo di segnali che oggi mancano al motore.

Riflessioni

Sono direzioni,
non soluzioni.

Servirebbe portarle a persone reali per capire cosa vale la pena costruire e come.

L'analisi desk

Nasce senza interviste, senza test con utenti, senza accesso ai dati proprietari di Spotify. Serve solo a identificare direzioni e formulare domande.

La psicologia

Il modo in cui funziona la nostra psicologia non può essere ignorato, nemmeno dai prodotti digitali. Tutto ciò che è design è in funzione delle persone.

Il bias

L'affetto per le proprie idee è il primo bias da cui difendersi. Per questo ho scartato il Default Effect: era elegante, ma non sostenuto dai dati.

Fonti utilizzate, consultabili

IFPI — Engaging with Music 2023 — 43.000 intervistati, 26 paesi.

Fingerhut et al. — Aesthetic Self — Studio peer-reviewed.

Bandcamp Clubs — Posizionamento ufficiale, letto sul sito dell'azienda.

Global Music Report 2025: State of the Industry — IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), 2025.

The generational music theorem — Bailey, M., 20 giugno 2024.

The power of music: How it shapes our identity, self-expression, and mental well-being — Bakshi, S. (Medium), 7 novembre 2023.

How has music distribution and consumption changed over the last 100 years? — Cihak, L., 27 marzo 2024.

How song, dance and movies bailed us out of the depression — Dickstein, M. (Los Angeles Times), 1 aprile 2009.

Understanding how the presence of music in advertisements influences consumer behaviour — Dogaru, I., Furnham, A., & McClelland, A. (Acta Psychologica), 19 luglio 2024.

My Activities Are Set to “Everyone”, Where Does That Data Go on Strava? — Garcia, R. (Strava Help Center), 2025 (n.d.).

The history of American protest music, from “Yankee doodle” to Kendrick Lamar — Henwood, B. (Vox), 12 aprile 2017.

The psychology of taste: The intertwining of music and identity — Klein, E., 14 giugno 2021.

Repeated listening increases the liking for music regardless of its complexity: implications for the appreciation and aesthetics of music — Madison, G., & Schiölde, G. (Frontiers in Neuroscience), 31 marzo 2017.

From Tiktok to the mainstream: How social media influences music trends — Milo, 20 giugno 2023.

Last.fm Datasets: Unlocking Music Recommendations Through Listening History and Social Connections — Murrell, T. (Shaped), 27 giugno 2025.

Knockin' on Music's Door: A Cross-Generational Study of the Formation of Tastes, Roles, and Affinities for Music — Turner, Hannah B. (University of Arkansas, relatrice: Dr. Molly Rapert), 11 maggio 2025.

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